venerdì 31 agosto 2012

Coincidenze

Se la sensazione che si prova, quando in un sogno si verifica una situazione che ci pare di avere già vissuto nella realtà, si definisce dejavù; come può definirsi un situazione realmente vissuta, che si trova descritta con precisione in un libro capitato tra le mani e mai letto prima?
Ieri mattina, camminando per strada, ho assistito ad una scena, che la sera stessa sorprendentemente ritrovo

narrata nell’ultimo libro di Erri De Luca, nello stesso modo in cui l’ho percepita ed elaborata, come ne fosse la sua descrizione fedele.
Un bimbetto minuto, di cinque o sei anni, camminava a fianco del padre, trotterellando e saltellando come fanno i ragazzini di quell’età, e gli gironzolava intorno, nel tentativo insistente ma vano di raggiungere con la propria mano quella del padre, per legarla e stringerla, e farsi condurre per mano, come è normale che sia. Il padre reagiva infastidito agli approcci, sottraeva con decisione la propria mano a quella del figlio, lo respingeva, intimandogli di smetterla e promettendogli un ceffone. E’ un episodio di pochi secondi, forse insignificante nel via via della città che si sta ripopolando, ma che mi ha fatto indugiare e girare per seguire la scena. Non so cosa fosse accaduto prima tra i due, se e quale malestro avesse combinato il ragazzino per irritare il padre, o se il padre, adirato per altri motivi, fosse semplicemente infastidito dall’insistenza del bambino, ma ho provato un senso di disagio e di delusione per trovarmi lì e anche un po’ di pena per quell’uomo, per la sua occasione perduta che, gli auguro, di non dovere mai rimpiangere.

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