Montare le catene nell'auto... una delle cose che più
detesto e temo, ma che sono stato costretto a fare stamattina. Un'operazione
che fatta al coperto riesce in non più di 5 minuti, quando mi ritrovo al gelo,
sotto una fitta nevicata, diventa un'impresa titanica. Lo so già prima che
accada ed il fenomeno si ripete puntualmente come la liquefazione del sangue di
San Gennaro. E' tutto scritto, nulla va mai per il verso giusto, un gancio non
si aggancia, un anello sembra aprirsi, ed al termine, dopo l'esposizione
dell'interno campionario di imprecazioni classiche e originali a mia
disposizione, abbinata alla sensazione che l'intero vicinato sia acquattato
dietro le persiane a spiarmi e a farsi grasse risate alle mie spalle, mi
ritrovo madido di sudore, con le dite delle mani e dei piedi semicongelate, i
pantaloni fradici e un mal sopito desiderio di spaccare tutto...
Tutto ciò che, bene o male, faccio all'aria aperta... o mi passa per la testa
domenica 12 febbraio 2012
giovedì 9 febbraio 2012
Onde e fanfare
Cerco riparo tra gli oggetti di questa stanza,
sfuggo al gelo dell’animo,
rincorrendo il respiro.
Dal tappeto emergono sagome di onde,
coi loro profili inquieti,
le forme effimere, senza un progetto.
Onde intrise di suono e movimento,
ma senza identità, né tempo,
come certe frasi imprigionate nella mente e non scritte.
Onde, storie vissute in un istante e in quello dopo dissolte,
mutate in altre storie che prima non erano,
ma di un istante anch’esse.
E’ il tempo che fa la differenza
con le sue sferzate di alito e di sete.
Ci fa oscillare come gingilli
appesi alle bancarelle di un bazar
o ci sporca le scarpe
come una torbida pozza d’acqua piovana.
Oggi è il giorno delle fanfare,
mettono tristezza quando passano,
potrei chiudere finestre e orecchie,
ma mi affaccio a guardarle
e ogni volta ripassano,
e ogni volta le guardo.
Sono note stonate certi pensieri,
come i passi incerti di mio padre,
o le sue parole slegate.
Le sue mani grandi sono un leggio di storie e ricordi:
la guerra in Africa, l’Appia grigia,
o il capanno al mare.
Sollevo le mie mani, le guardo,
anch’esse si muovono, toccano e sentono,
ma come onde non racchiudono storia.
Sorrido amaro, scuoto la testa,
mi alzo e torno di là
ad accarezzare la sua.
© Alessandro
giovedì 2 febbraio 2012
Inverni nel tempo
Neve e ghiaccio. Un quadro di Bruegel, che ritrae una scena di vita invernale nelle Fiandre del '500 ed una foto che qualcuno ha scattato oggi a Siena in Piazza del Campo... non poche somiglianze!
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