martedì 4 ottobre 2011

Le parole

Penso al fascino delle parole, allineate in fila e disposte in cerchio, scaraventate a terra e lanciate in aria, ardue da pensare e penose da scrivere, infilate in un sacchetto tra i sassi o libere nelle menti.
Catturo le parole disperse al vento, note stonate su un pentagramma, all’apparenza inutili, perdute col buio e riapparse coi bagliori dell’alba, nello stridore del traffico, tra urla, gemiti, messaggi d’odio e di pace.
Riconosco le parole articolate da bocche di plastica, goffe pellicce che rivestono il nulla, spazi privi di forma, fiamme che non scaldano, canzonette senza un’anima, finte ed esangui.
Rincorro le parole toccanti, preziose gocce di profumo per rinfrescare l’esistenza, che contornano l’estetica del sentimento, sfidano il buio della ragione, rivestono di candore il senso comune.
Amo le parole inermi, insensate, oadfdhsedffiflv… che non significano nulla, creature tenere e indifese, senza speranza, sconfitte dall’arroganza di una lingua che non le sa riconoscere, sono quelle che potrebbero essere ma per convenzione non sono, le più dignitose, da custodire nell’attesa forse vana che nascano, germoglino da qualche parte nel mondo e fioriscano sulla bocca di un uomo.

Nessun commento:

Posta un commento