Le parole
Penso
al fascino delle parole, allineate in fila e disposte in cerchio,
scaraventate a terra e lanciate in aria, ardue da pensare e penose da
scrivere, infilate in un sacchetto tra i sassi o libere nelle menti.
Catturo le parole disperse al vento, note stonate su un pentagramma,
all’apparenza inutili, perdute col buio e riapparse coi bagliori
dell’alba, nello stridore del traffico, tra urla, gemiti, messaggi d’odio e di pace.
Riconosco le parole articolate da bocche di plastica, goffe pellicce
che rivestono il nulla, spazi privi di forma, fiamme che non scaldano,
canzonette senza un’anima, finte ed esangui.
Rincorro le parole
toccanti, preziose gocce di profumo per rinfrescare l’esistenza, che
contornano l’estetica del sentimento, sfidano il buio della ragione,
rivestono di candore il senso comune.
Amo le parole inermi,
insensate, oadfdhsedffiflv… che non significano nulla, creature tenere e
indifese, senza speranza, sconfitte dall’arroganza di una lingua che
non le sa riconoscere, sono quelle che potrebbero essere ma per
convenzione non sono, le più dignitose, da custodire nell’attesa forse
vana che nascano, germoglino da qualche parte nel mondo e fioriscano
sulla bocca di un uomo.
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